Profughi e dintorni

Alla fine del giugno, circa 3 mesi fa, sono stato per un week-end in Croazia, a Rijeka (una volta la città era nostra e si chiamava Fiume). La minoranza italiana là è ancora presente e ci sono certi quartieri dove in un qualsiasi negozio puoi comunicare in italiano. Quel sabato era una bella giornata di sole. Sono sceso in centro (la città si estende sulle coline che la circondano), comprato un giornale locale in italiano, mi sono seduto in un bar e ordinato un’ottima birra. Sulla prima pagina la notizia sui profughi con un titolo molto grande. Leggo l’articolo a vengo a conoscenza che ci sono migliaia di profughi che cercano di entrare dalla Serbia in Ungheria. Si parlava dei Siriani, Afghani ed Africani, dai vari paesi. Ma come mai, mi chiedevo? Ma vengono anche via terra? Fino a quel momento ero totalmente all’oscuro dell’esistenza di un altro corridoi, tranne quello nostro via mare, da dove proviene il flusso dei migranti. E guardando i numeri, mi sembravano molto più elevati rispetto a quelli nostri.

Sono tornato a casa, guardo il giornale – niente. Non è che la cosa è successa ieri, ma, pensavo cercando una potenziale scusa per i nostri media, non tanti giorni fa. Passati due giorni, ecco la notizia, all’inizio indiretta. Quella diretta era che il parlamento ungherese ha deciso di costruire un muro sulla confine con la Serbia. Questa è già notizia che non puoi non rivelare. Fa l’ascolto: un nuovo muro in Europa, dopo tanta battagli per buttare giù quelli vecchi. E si sa: il share è tutto. Con questa informazione non poteva non rivelarsi la ragione per la quale si eleva il muro: decine di migliaia di profughi che varcano il confine ogni settimana. Da noi sono migliaia, molti di meno, ma sono i nostri e chi se ne frega degli altri. E’ possibile che siamo così egoisti e che vogliamo far credere a noi stessi che la nostra situazione è quella peggiore.

Notate che da allora il baricentro della notizia si è spostato del tutto verso i Balcani. A volte ci sono dei giorni quando non si danno nemmeno le notizie sugli sbarchi sulle nostre coste. Ma come mai? Sono poco professionali i nostri giornalisti, sono manipolati dai nostri poteri forti e siamo semplicemente egoisti e ci sbattiamo per le cose che non ci riguardano direttamente? Non riesco a trovare una spiegazione plausibile, ma il fatto che del mondo noi sappiamo molto poco non si discute. Qualche giorno fa c’era un forte terremoto in Giappone, senza vittime, ma con tanta paura. Tutti i media mondiali hanno diffuso la notizia, ma da noi niente. In effetti, quando ho scoperto che ci informa molto poco, ho iniziato a sfogliare un po’ la stampa estera, per essere finalmente informato. Ma torniamo ai profughi.

Un’altra notizia che si diffonde è sulle ragioni perché la gente scappa dai propri paesi. Ci sono semplici statistiche che fanno vedere che una enorme maggioranza sono i maschi tra 20 e 35 anni. Poche donne e bambini, pochissimi vecchi. Una delle spiegazioni che si possono sentire da noi, che sono immigranti economici, non quelli che hanno diritto all’asilo politico. Però, si leggete qualche giornale tedesco o britannico, scoprirete che molti di loro son in effetti disertori dalla Siria. Là c’è un governo legittimo, che non piace a nessuno, ma è legittimo. E quando chiama alle armi, ha tutti i diritti legali, costituzionali ed internazionali, di farlo. E noi diamo asilo a quelli che scappano dall’obbligo. Perché povera gente, potrebbe morire o essere ferita nella guerra. Ma nella guerra queste cose succedono. Qui non voglio dire che cos’è il giusto o sbagliato, sto riflettendo prendendo in considerazione tutti i possibili punti di vista. Se mi danno l’informazione, posso almeno considerarli, se no, loro fanno le conclusioni anche per me.

Profughi e dintorniultima modifica: 2015-09-24T17:15:43+02:00da casinodellavita
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